WINE SUMMIT STATI GENERALI DEI GIOVANI PRODUTTORI E DELLE PICCOLE CANTINE

COMUNICATO STAMPA

WINE SUMMIT

STATI GENERALI DEI GIOVANI PRODUTTORI E DELLE PICCOLE CANTINE

Firmato il Manifesto per una visione condivisa del futuro del vino italiano dei giovani produttori e delle piccole cantine

Nasce l’Osservatorio Permanente

la presentazione ufficiale avverrà presso il Senato della Repubblica nelle prossime settimane

 

Si è svolto a Città di Castello, nella cornice di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, il Wine Summit – Stati Generali dei Giovani Produttori e delle Piccole Cantine, momento centrale di confronto nazionale che ha riunito istituzioni, associazioni di categoria, produttori, mondo della ricerca, della ristorazione e della comunicazione.

Un appuntamento che segna un passaggio decisivo: il vino delle piccole produzioni entra a pieno titolo nel dibattito strategico del Paese, ponendo al centro le cantine, i territori e le nuove generazioni come leva culturale, economica e identitaria del Made in Italy.

IL RUOLO CENTRALE DELLE CANTINE

Il Wine Summit nasce nell’ambito dell’Only Wine, il Salone dei Giovani Produttori e delle Piccole cantine che quest’anno ha spento la 13esima candela, per offrire alle piccole cantine un aiuto concreto ai bisogni reali dei produttori. Al centro del dibattito si è affermata con forza la consapevolezza che le piccole e medie realtà vitivinicole rappresentano non soltanto un comparto economico, ma un presidio culturale e territoriale fondamentale da tutelare. Le oltre 160 cantine presenti hanno restituito un’immagine viva e articolata del settore: un mosaico di storie, competenze e identità locali che costituiscono la vera ricchezza del vino italiano.

Allo stesso tempo, è emersa con chiarezza la necessità di affrontare alcune criticità strutturali che ancora frenano lo sviluppo di queste realtà, a partire dall’accesso al credito, spesso complesso e poco calibrato sulle esigenze delle piccole imprese, fino al peso della burocrazia, che continua a rappresentare un ostacolo concreto alla crescita. A questo si aggiunge il tema della formazione, considerata strategica sia per i produttori sia per gli operatori della ristorazione, e quello della comunicazione, che richiede un linguaggio più semplice, diretto e contemporaneo per avvicinare nuovi pubblici al mondo del vino.

PERCHÉ NASCE IL WINE SUMMIT

Il Wine Summit nasce con l’obiettivo di creare un luogo autorevole e permanente di confronto, capace di mettere in relazione in modo strutturato tutti gli attori della filiera vitivinicola. Non si tratta quindi di un evento isolato, ma dell’avvio di un percorso destinato a svilupparsi nel tempo, con la volontà di trasformare le esigenze dei produttori in proposte concrete per le istituzioni.

Come indicato nel documento programmatico, il Summit intende rafforzare il ruolo dei piccoli produttori e dei territori come patrimonio produttivo e culturale nazionale, favorire il dialogo tra tradizione e innovazione e promuovere modelli di sviluppo sostenibili, capaci di coniugare qualità, identità e competitività. Centrale è anche l’impegno a fornire strumenti utili per orientarsi tra le misure di sostegno pubblico e a consolidare il ruolo del vino come elemento culturale, economico e sociale del Paese.

I TEMI DEL CONFRONTO

Il dibattito che si è sviluppato durante il Summit ha evidenziato una forte convergenza tra tutti gli attori coinvolti. Le associazioni di categoria, insieme alle istituzioni e ai rappresentanti della filiera, hanno condiviso l’urgenza di intervenire su alcuni nodi cruciali. In particolare, è emersa la necessità di rafforzare i percorsi formativi, considerati indispensabili per accompagnare l’evoluzione del settore e per costruire nuove competenze, sia in ambito produttivo sia nella ristorazione.

Allo stesso tempo, si è sottolineata l’importanza di rendere più accessibile il credito, soprattutto per le giovani imprese, e di semplificare i processi burocratici, spesso percepiti come eccessivamente complessi e disallineati rispetto alle dimensioni delle piccole cantine. Grande attenzione è stata inoltre dedicata al tema della comunicazione del vino, con l’esigenza di costruire un racconto più autentico e comprensibile, capace di valorizzare le identità territoriali senza perdere in efficacia verso i nuovi consumatori.

GLI INTERVENTI

Ad aprire i lavori sono stati Andrea Castellani, Ideatore e Project Manager di Only Wine, Francesco Saverio Russo, selezionatore delle cantine di Only Wine, e Francesca Romana Gigli, CEO di Leeloo, società promotrice del Wine Summit insieme ad Only Wine e responsabile della comunicazione di Only Wine.

I saluti istituzionali hanno visto la partecipazione di Letizia Guerri, Assessora al Turismo del Comune di Città di Castello che ha portato i saluti del Sindaco e del Presidente del GAL Alta Umbria, Mirco Rinaldi, che ha siglato per prima il Manifesto dei Giovani Produttori e delle Piccole Cantine come impegno da parte del Comune di Città di Castello nel sostenere i giovani talenti del vino, motore del recupero e del mantenimento delle tradizioni del territorio; dell’On. Mirco Carloni, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, che ha ribadito l’impegno delle istituzioni nel difendere il valore del vino italiano, contrastando visioni riduttive che lo assimilano a una semplice bevanda alcolica e sottolineandone invece il ruolo culturale, economico e strategico per il Paese, oltre alla necessità di rafforzarne la competitività sui mercati; ha inoltre evidenziato l’importanza di eventi come Only Wine per la valorizzazione del settore e l’incontro tra domanda e offerta; dell’ Eurodeputata Camilla Laureti, che nel suo intervento ha ribadito il ruolo centrale dei giovani produttori e delle piccole cantine per la tutela del territorio e della tradizione. Ha illustrato, inoltre, le azioni dell’Unione Europea a loro sostegno, tra cui il “pacchetto vino” orientato a promozione, internazionalizzazione, enoturismo e semplificazione burocratica, esprimendo apprezzamento per il manifesto e per la proposta di un osservatorio sul settore. Ha quindi assunto un impegno diretto, dichiarandosi un punto di riferimento in Europa e invitando i produttori a considerarla un ponte concreto verso le istituzioni europee, affinché possano cogliere appieno le opportunità disponibili. A seguire, il confronto si è arricchito con i contributi tecnici e di filiera come Diana Lenzi, Responsabile dell’Ufficio Vitivinicolo di Coldiretti, e di Federico Sciurpa, Vicedirettore del Corriere dell’Umbria da sempre impegnato in una narrazione del vino attenta, competente e capace di valorizzarne identità, territori e protagonisti.

Gli interventi hanno, poi, offerto una lettura articolata del comparto vitivinicolo, con particolare attenzione ai temi della qualità, della sostenibilità, dei sistemi di controllo e della tutela delle identità territoriali. La seconda sessione ha infatti approfondito il rapporto tra vino e ristorazione, con gli interventi di Giuliano Rossi, Presidente di VINARIUS, Cristiana Chiacchierini, Delegata Umbria dell’Associazione Italiana Donne del Vino, Davide Merlini, Vicepresidente di Noi di Sala, Manuela Zennaro, giornalista di Gusto – La Repubblica, Catia Minghi, di Momenti DiVini e del Prof. Francesco Ruzzi, agronomo e docente dell’International Campus dell’I.I.S. “Patrizi-Baldelli-Cavallotti”.

A seguire, sono intervenuti anche i produttori di Only Wine, che hanno portato all’attenzione le principali criticità del settore, dalle difficoltà burocratiche all’accesso ai finanziamenti, fino alle sfide legate alla sostenibilità e alla competitività sui mercati. Un confronto diretto e concreto, che si è tradotto in un vero e proprio appello alle istituzioni affinché vengano messe in campo misure più efficaci e mirate a sostegno delle piccole realtà vitivinicole e delle nuove generazioni.

IL MANIFESTO: I 12 PRINCIPI

Il Summit si è concluso con la firma del Manifesto dei Giovani Produttori e delle Piccole Cantine, documento che definisce una visione condivisa per il futuro del settore:

  1. Il vino come espressione autentica dei territori
  2. Il valore dei giovani produttori e delle piccole cantine
  3. Il vignaiolo custode del paesaggio
  4. Centralità della qualità e dell’identità
  5. Biodiversità come bene strategico nazionale
  6. Sostenibilità concreta, ambientale ed economica
  7. Innovazione e ricerca nel rispetto dei territori
  8. Formazione ed educazione al vino
  9. Ruolo della ristorazione e della sommellerie
  10. Dialogo continuo tra filiera e istituzioni
  11. Trasparenza e legalità
  12. Il vino come patrimonio delle future generazioni 

Il Manifesto rappresenta il primo passo verso una piattaforma condivisa di indirizzo culturale e strategico, capace di orientare le politiche future del settore.

NASCE L’OSSERVATORIO PERMANENTE

Tra i risultati più significativi del Summit vi è la nascita dell’Osservatorio dei Giovani Produttori e delle Piccole Cantine, che sarà presentato ufficialmente nelle prossime settimane presso il Senato della Repubblica,

L’Osservatorio si configura come uno strumento concreto e operativo, pensato per raccogliere in modo sistematico le esigenze dei produttori e trasformarle in dati, analisi e proposte utili alle istituzioni. Il suo obiettivo è quello di supportare in maniera diretta le piccole aziende, offrendo un punto di riferimento stabile per comprendere le dinamiche del settore e per individuare soluzioni efficaci alle criticità esistenti.

Attraverso un’attività costante di monitoraggio e studio, l’Osservatorio contribuirà a rafforzare il dialogo tra filiera e istituzioni, favorendo la definizione di politiche pubbliche più aderenti alla realtà dei territori e delle nuove generazioni. 

Il Wine Summit si afferma così come un punto di svolta nel panorama vitivinicolo italiano, trasformandosi da momento di confronto a piattaforma permanente di elaborazione e proposta.

Un percorso che proseguirà con la presentazione in Senato e che punta a costruire una nuova visione del vino italiano, fondata sulla centralità delle cantine, sull’ascolto dei territori e sulla valorizzazione delle nuove generazioni.

Perché il futuro del vino italiano nasce oggi proprio dalle piccole cantine.

 

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